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L'Economia


Può sembrare strano che un'isola circondata dal mare non sia abitata da un popolo di pescatori, Pantelleria fu e rimase per lunghissimo tempo esclusivamente terra di contadini, che giorno per giorno hanno dovuto lottare contro le forze di una natura ostile ma generosa. La vita dei contadini panteschi, dunque, non è stata affatto facile, hanno dovuto scendere a patti con la forza dei venti, con la scarsità d'acqua, con l'intensità del sole e soprattutto con le caratteristiche della terra lavica, durissima e accidentata. Hanno potuto fare affidamento esclusivamente sul proprio ingegno, sulle proprie energie e sulla forza delle tipiche bestie da soma isolane, gli scecchi.

Dal loro ingegno la creazione dei terrazzamenti e dei giardini; l'utilizzo di tecniche di coltivazione e potatura ideate ad hoc, da qui le piccole viti, tenute bassissime e gli alberi di ulivo, le cui fronde si allargano orizzontalmente più che in altezza. Tra le colture più importanti, ormai sicuro sostegno dell'economia isolana, si annoverano vite e capperi.

In particolare, dai grappoli di zibibbo, si ottiene vino, uva passa e uva da tavola. Da degustare, oltre al vino da tavola che è usanza "correggere" con mosto cotto e profumare con vari aromi, gli ormai famosissimi moscato e moscato passito, noti anche sui mercati internazionali, prodotti secondo le tradizionali tecniche di lavorazione che ne assicurano l'altissima qualità. Altra risorsa economica dell'isola è il cappero.

La varietà Pantesca, anche grazie al metodo di salatura adottato, è considerata per forma e consistenza una delle migliori del mondo. La qualità superiore è riconosciuta con l'attribuzione I.G.P. - Indicazione Geografica Protetta, corrispondente, per le produzioni vegetali, al marchio D.O.C., sia con decreto del Ministero delle risorse alimentari sia con Regolamento della Unione Europea.